Functional Yoga ed Asana

(Prof. Fabio Martella)

Article created: 11/29/2011

nov 23rd, 2011 | Di Fabio Martella | Categoria: Naturopatia

II termine âsana significa, letteralmente, «posizione seduta» o semplicemente «posizione»: esso indica una postura corporea che contribuisce alla stabilità fisica e mentale e ingenera un senso di benessere. Il termine âsana è pure usato ad indicare una stuoia vegetale, o anche una pelle d’antilope ben conciata, che costituiscono un comodo supporto per sedersi sul terreno. Nello hatha-yoga gli âsana occupano il primo posto, mentre costituiscono il terzo passo nell’ottuplice yoga di Patañjali (astânga).
Di solito il termine âsana è tradotto con la parola «posizione»: troviamo quindi espressioni come «posizione del cobra», «posizione del coccodrillo», «posizione dell’arco», e così via. È vero che molti âsana consistono in una determinata postura, di cui possiedono le caratteristiche: tuttavia gli âsana differiscono dalle semplici posizioni sotto diversi aspetti, perciò il termine «posizione» non spiega completamente il significato del termine âsana.
In una «posizione», anche se questa viene mantenuta in modo economico, senza grande sforzo, non vi è alcuna considerazione dell’atteggiamento mentale: questo può variare, nelle diverse posizioni. Ad esempio, ci rilassiamo comodamente stando seduti in poltrona, eppure, in quella pur confortevole posizione, può capitarci di essere mentalmente turbati a causa di determinate concatenazioni di pensieri. Molte posizioni corporee sono assunte e mantenute ad opera del sistema nervoso, al disotto del livello della coscienza, cioè senza il concorso dell’attenzione. Ciò avviene, ad esempio, quando si assume una posizione seduta per scrivere, oppure una posizione in piedi. Un âsana viene assunto dapprima volontariamente, poi può essere mantenuto, ma l’attività di mantenimento e controllo si svolge al disotto del livello della coscienza.
Il processo del pensiero non è consentito durante la pratica degli âsana: al contrario un genere particolare di consapevolezza è consigliato durante il mantenimento dell’âsana stesso (ad esempio la consapevolezza del respiro), in modo che non vi siano interferenze dovute all’attività mentale. Nessun ulteriore movimento (eccetto quello necessario per il conseguimento dell’âsana) viene imposto al corpo, ed anche il movimento per assumere l’âsana e per abbandonarlo viene effettuato in una maniera particolare, cioè lentamente e con dolcezza. Al contrario, i movimenti per assumere una comune posizione corporea non sono così importanti e possono essere effettuati in un modo qualsiasi. Le posizioni ordinarie, siano esse in piedi, sedute, oppure coricate, non costituiscono un esercizio speciale per i muscoli e i nervi interessati. Negli âsana invece è richiesto un allenamento specifico tanto sul piano fisico quanto su quello mentale. Inoltre, le posizioni ordinarie possono essere mantenute con l’aiuto di un sostegno esterno (ad esempio stando seduti su una sedia): gli âsana invece non richiedono alcun sostegno (ad eccezione del suolo).
Qualche volta il termine âsana viene tradotto con «posa», ma questa parola non è adatta a spiegare che cos’è un âsana. Una «posa» non è una posizione naturale del corpo: essa può essere una posizione artificiosa che si assume per esprimere un’emozione o un pensiero.
 

Per visualizzare l'articolo completo vai a:

http://www.naturopatiaonline.eu/wordpress/functional-yoga-ed-asana-prof-fabio-martella.html